L'arte di saper aspettare (e di non rovinarsi la festa): perché l'hype per il nuovo He-Man merita fiducia, non fango
Nel panorama dei social network, dove l'indignazione a buon mercato e il commento al vetriolo sembrano ormai la norma, la virtù più difficile da praticare è il silenzio. Di fronte alla provocazione gratuita o alla critica becera, la reazione migliore rimane spesso l'indifferenza. Eppure, ci sono momenti in cui fare un'eccezione alla regola del "contare fino a dieci" diventa quasi un dovere morale, specialmente se c’è di mezzo una passione che dura da quattro decenni. Il pretesto per rompere il silenzio lo offre il tanto atteso, e finalmente imminente, lungometraggio dedicato a He-Man. Per chi scrive, l'attesa dura da ben quarant'anni. Quattro decenni spesi a smaltire la delusione di quel film del 1987 che tradì quasi ogni aspettativa dell'epoca, e a veder naufragare uno dopo l'altro innumerevoli progetti cinematografici. Oggi, vedere quel sogno che si concretizza restituisce la stessa, genuina felicità che si provava da bambini. Una gioia che, pu...