Dall’11 al 19 aprile al Castello Lambertini una mostra fotografica “parlante” per raccontare la malattia e le storie di chi la affronta ogni giorno
L’iniziativa, già presentata a Ferrara con grande partecipazione di pubblico, approda ora a Poggio Renatico grazie all’impegno dei volontari dell’associazione e alla volontà di portare sul territorio un progetto innovativo, capace di sensibilizzare e far conoscere una malattia ancora troppo poco compresa.
La particolarità della mostra sta proprio nella sua capacità di “parlare”: alle immagini si affiancano contenuti audio, accessibili tramite smartphone, con le voci di Claudio Bisio e Lella Costa che accompagnano il visitatore in un percorso narrativo originale. Non è solo il racconto del paziente, ma anche quello del “morbo” stesso, in una narrazione che alterna profondità, ironia e riflessione, contribuendo a sdrammatizzare senza mai perdere il rispetto per chi vive la malattia.
«Questa mostra nasce dalla volontà di raccontare il Parkinson in modo diverso, dando voce a ciò che spesso resta invisibile – spiegano dall’associazione –. Non solo la sofferenza, ma anche la forza, la resistenza e la quotidianità di chi convive con questa patologia».
La scelta del Castello Lambertini non è casuale: uno spazio simbolo del territorio, restituito alla comunità dopo il sisma, che rappresenta il luogo ideale per ospitare un’iniziativa di valore sociale e culturale. «L’Amministrazione Comunale, da sempre sensibile alle richieste del mondo dell’associazionismo e del volontariato, ha accolto favorevolmente la richiesta di mettere a disposizione il Castello Lambertini per questa importante iniziativa – dichiara Piergiorgio Brunello, presidente del consiglio di Poggio Renatico – che vedrà la presenza a Poggio Renatico, insieme alla mostra, di specialisti pronti a presentare gli ultimi traguardi raggiunti dalle società scientifiche nella conoscenza e gestione della malattia».
L’inaugurazione è prevista per venerdì 11 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, e vedrà anche la partecipazione di rappresentanti del mondo sanitario e istituzionale. Durante i giorni di apertura sono inoltre previsti momenti di approfondimento dedicati ai caregiver e ai familiari, figure fondamentali spesso poco considerate, ma centrali nel percorso di cura e assistenza.
L’obiettivo è duplice: da un lato sensibilizzare la cittadinanza su una malattia degenerativa in crescita, che non riguarda solo le persone anziane ma anche fasce più giovani della popolazione; dall’altro offrire strumenti di comprensione e vicinanza a chi vive direttamente o indirettamente questa realtà.
La mostra sarà aperta tutti i giorni con ingresso libero, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione preziosa per avvicinarsi a una tematica complessa attraverso un linguaggio accessibile e profondamente umano.
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