In occasione della prossima consultazione referendaria sulla riforma della magistratura, le realtà libertarie e antiautoritarie del territorio intendono condividere una riflessione che vada oltre la semplice contrapposizione tra il "Sì" e il "No".
L’illusione della scelta tecnica
Il dibattito pubblico si è concentrato esclusivamente su questioni procedurali: la separazione delle carriere, la composizione del CSM, l’istituzione di nuove Alte Corti. Per noi, tuttavia, questa è una discussione interna agli apparati di potere che non tocca i problemi reali della cittadinanza. Cambiare l’architettura burocratica della giustizia non renderà la società più equa, né ridurrà le disuguaglianze sociali che sono alla base di gran parte del disagio che finisce nelle aule di tribunale.
La magistratura e il cittadino
Non crediamo che una riforma tecnica possa umanizzare o migliorare un sistema che rimane, per sua natura, gerarchico e distante. Che un magistrato appartenga a un ruolo o a un altro, il rapporto tra l’individuo e l’autorità rimane di subalternità. Per questo motivo, non riteniamo utile schierarci in una disputa tra diverse fazioni del potere istituzionale.
La scelta dell’astensione consapevole
Il nostro non è un invito al disinteresse o alla pigrizia civile. Al contrario, è un invito alla partecipazione diretta. Crediamo che la vera democrazia non si eserciti mettendo una croce su una scheda ogni pochi anni, ma attraverso:
- La costruzione di reti di solidarietà dal basso.
- La risoluzione dei conflitti attraverso la mediazione sociale e comunitaria.
- L’impegno quotidiano nei territori e nei luoghi di lavoro.
Oltre il voto
Invitiamo dunque i cittadini a riflettere non tanto su quale riforma sia migliore, ma sulla possibilità di riappropriarsi degli spazi di decisione che oggi vengono delegati a istituzioni sempre più lontane. La nostra "astensione" non è un vuoto, ma il pieno di una proposta diversa: quella di una società basata sulla responsabilità individuale e sulla mutua assistenza, dove la giustizia non sia una punizione calata dall'alto, ma un equilibrio costruito tra pari.
Per una libertà che non ha bisogno di deleghe
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